La teoria del tutto

Post che si commenta da solo, e film che fa altrettanto.

Faccio il repost di questo articolo, solo per farvi sapere un pensiero che spesso mi gira per la testa quando mi capita di assistere a situazione del genere.

“Quanti di noi, messi in situazione del genere, riusciremo a fare qualcosa non dico “comparabile”, ma neanche sullo stesso stile: ovvero mantenere la voglia di vivere, di lavorare, di scoprire, indipendentemente da quello che ci accade ?”

Francamente non lo so. So solo che se mi trovarssi in una situazione del genere mi troverei nel panico. E so che, in questo momento, NON vorrei trovarmici. Ma so anche che se mi ci trovassi le cose potrebbero essere diverse. Mi scoccerebbe molto che in quella situazione, qualcuno che non sia io decida per me e per la mia vita.

La mia risposta è una non risposta. Non so se ciò sia grave. So solo che quello che è grave è che la maggioranza di noi non si pone neanche il problema. La frazione di noi che si pongono il problema hanno opinioni discortanti, e questo va bene. Quello che non va bene è che la propria opinione venga “imposta” agli altri o che ciò venga cercato di fare. Un’altra cosa che non va bene è che spesso – per non dire sempre – le persone in condizioni simili (e chi hanno accanto) solo lasciate da sole e “sembra” che si faccia in modo di lasciarle sempre più sole, a meno di impagabili atti di volontariato.

E non venite a dire che una cosa di questo genere avviene per questioni economiche. Nel paese più ricco del mondo, la frazione più ricca della popolazione ( 75% della ricchezza del paese ) si è sempre opposta – e lo sta facendo ancora – all’estensione della copertura sanitaria minima alla totalità della gente, con la scusa che ognuno è libero di fare quello che gli pare, e non vogliono intrusioni nella loro vita ( economia ) privata.

Scusate se sono brusco e certi discorsi non tornano, ma certe cose non riesco a tacerle, anche i num3ri danno ed hanno  emozioni.

Concludo questo reblog dicendo:

Vai Stephen! Sei tutti noi!!

 

Matematica e fisica per conoscere il mondo

E’ in sala in questi giorni il film su Stephen Hawking: “La teoria del tutto”. CONSIGLIATO !

 Università di Cambridge, 1963.

Stephen è un promettente laureando in Fisica appassionato di cosmologia, “la religione per atei intelligenti”.
Jane studia Lettere con specializzazione in Francese e Spagnolo. Si incontrano ad una festa scolastica ed è colpo di fulmine, nonché l’inizio di una storia d’amore destinata a durare nel tempo, ma anche a cambiare col tempo. Del resto il tempo è l’argomento preferito di Stephen, che di cognome fa Hawking, e lascerà il segno nella storia della scienza. In particolare, l’uomo persegue l’obiettivo scientifico di spiegare il mondo, arrivando ad elaborare la formula matematica che dia un senso complessivo a tutte le forze dell’universo: quella “teoria del tutto” che dà il titolo al film. La teoria del tutto però non si concentra sull’aspetto accademico o intellettuale della vita di Hawking ma privilegia l’aspetto…

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