Sondaggi: frugare nell’ignoto..

.. oppure nell’inammissibile ( cioè quello che non può essere detto ).

Ovviamente non mi riferisco a sondaggi petroliferi o geologici. 😀

Intendo scrivere alcune righe, veramente poche ( se ci riesco ),  riguardo ai sondaggi fatti ultimamente [ ne cito due fra tanti: brexit ed elezioni presidenziali statunitensi ] ed ai loro clamorosi fiaschi. Considerate quanto scrivo di seguito in chiave umoristica e per niente provocatoria o polemica.

Un sondaggio d’opinione è “una bestia strana” (cit.), che in base alle risposte di un numero limitato di persone cerca di prevedere come si comporteranno tutte le altre.

La teoria matematica che sta dietro a tutto questo ve la risparmio, non è che sia così complicata da essere incomprensibile, ma non è neanche così facile da spiegare nel numero ridotto di righe che vorrei scrivere quest’oggi. Se volete saperne di più andate a vedere su wikipedia, oppure scaricatevi questo pdf scritto da Carla Rampichini  e disponibile sul sito del Dipartimento di Statistica “Parenti” .

Un fattore critico perché il sondaggio sia “veritiero” è che lo sia il campione della popolazione su cui esso si svolge, citando wikipedia ( faccio copia incolla, che quest’oggi sono ancora più pigro del solito )

L’accuratezza nella composizione del campione è fondamentale per la rappresentatività dei risultati. Si stima che una base campionaria di 1000 soggetti sia un buon campione rappresentativo delle intenzioni di voto degli italiani a patto che in esso si trovino rappresentate:

  • la diversità di genere
  • le diverse fasce d’età
  • la diversa appartenenza geografica
  • le diversa appartenenza censuaria
  • il diverso grado di istruzione

Cosa vuol dire questo ?

Che in pratica, bisogna porre le domande ad un numero di persone con delle caratteristiche ben specifiche: ovvero che siano un campionamento congruente alla popolazione. Ovvero, se voglio sapere come in italia si fa colazione, dovrò prestare attenzione a porre le mie domande solo a persone che vivono in italia e le cui tradizioni culturali gastronomiche siano di questo paese. ( Lo so, in questa era di globalizzazione si entra in un terreno minato, ma NON è mia intenzione farlo: limitiamoci solo a considerazioni statistiche).

Assieme ed oltre a questo, bisogna tenere presente i punti seguenti:

  • la domanda posta deve essere fatta in modo da non influenzare chi la riceve ( domanda neutra )
  • è necessario che chi risponde alle domande del sondaggio, lo faccia “in buona fede“: ovvero dicendo esattamente quello che pensa.

E questi, a mio avviso, sono i punti deboli dei sondaggi.

Anche alla semplice domanda:

Di mattina fai colazione con il caffè, il the, il cappuccino o cosa altro ?

ha risposte che possono variare grandemente per fascia di età, per sesso, per regione di appartenenza. Le implicazioni di questi fattori sono chiari a tutti.

Ma se invece di una domanda così “innocente” ( “neutra” ) si ponesse una domanda sempre sullo stesso argomento ma di tenore diverso, tipo:

Quanto spendi per fare colazione ogni mattina?

essa viene potrebbe venir considerata come una ingerenza indebita sull’utilizzo delle proprie risorse economiche. Non parliamo poi di quando facciamo domande sulla percezione di quello che facciamo, ad esempio:

Ti pare di spendere troppo per fare colazione?

Ad una domanda del genere, molti potrebbero inconsciamente rispondere pensando “ma ti vuoi fare gli affari tuoi ?” oppure “vuoi farmi sentire in colpa?” oppure anche “perché me lo chiedi ? dove vuoi andare a finire? vuoi capire quanto guadagno al mese? vuoi scoprire se dichiaro tutto quello che guadagno ?” e questo altererebbe non poco il tenore della risposta, anche se al questionario venisse risposto per scritto ed in forma anonima. Non parliamo poi di “interviste telefoniche” ( molto di moda e che suscita pensieri tipo ” ma chi sei ? è uno scherzo ? intervista anonima ? ma se sanno il mio numero ! ” ) o di “interviste per strada e di fronte ad una telecamera” ( con la certezza poi di vedersi al notiziario nazionale la sera stessa che in quel caso è assolutamente certo che la risposta che viene data è quella che il postulato percepisce come quella più “neutra” possibile ).

Vogliamo poi provare ad immaginare cosa può passare per la testa degli intervistati, quando invece di questo gli viene chiesto se voterà per un personaggio politico oppure per un altro ? Oppure se voterà una riforma o la boccerà ?

Nota: Molti, se non tutti, ad una domanda di questo genere pensano ad una violazione grave della loro privacy, quando poi loro stessi, sui social, postano i selfie di ogni volta che vanno in bagno, di quanti strappetti di carta hanno usato, di come……. BASTA! non voglio scadere nel disgustoso! Questo lo lascio fare a loro 😀

Oppure, senza trascendere troppo, cosa risponderemo davvero se vengno poste domande come: il docente Tal dei Tali sa insegnare la materia ? L’ufficio XYZ-79 è efficiente nel suo lavoro ?

Siamo giunti al nocciolo non detto della questione!!!

Siamo veramente sicuri che alle domande poste in un sondaggio, gli intervistati rispondano sinceramente ?

Francamente non ne sono sicuro e per spiegarlo mi racconto un episodio.

L’altro giorno ero a fare una coda presso uno sportello. Di fronte a me avevo un paio di persone che, in attesa del loro turno, discutevano fra loro di come la coda era lenta, di come gli impiegati non facevano il loro dovere, e di come tra l’altro fossero anche sgarbati, di come negli uffici ci sono tutta una serie di complicazioni, e così via.

Quando poi, dopo essere usciti, da uno stewart con un cartellino e pettorina fluorescente gialla, gli è stato proposto di riempire un questionario sul gradimento del servizio. Le risposte che questi signorii hanno dato, sono state esattamente l’opposto di quello di cui si lamentavano nell’attesa: “servizio eccellente, ritardo nel servizio accettabile, moduli comprensibili senza sforzo,ecc. ecc…”

E mentre imbucavano il questionario appena riempito nella apposita cassetta, per finire, uno dei due ha fatto un commento che è stato l’apoteosi di tutto l’episodio:

“Figuriamoci poi se lo leggono”

A quel punto mi sono cadute le pa….. braccia!

Per una volta che avevano l’opportunità di dire la propria opinione, hanno detto solo quello che pensavano gli altri si aspettavano da loro. E questo, come accade in Italia, sembra accadere in molte parti del mondo.

A me ha dato molto da riflettere. Spero lo dia anche a voi. 🙂

Per concludere:le domande che si pongono a questo punto sono tante, perché mentire ad un sondaggio ? quante persone mentono o non si esprimono ? è possibile accorgersene a livello statistico? è possibile compensare questo fenomeno, in modo da avere una proiezione (vedi anche la voce “proiezioni elettorali” ) affidabile di quello che accadrà ? La risposta a questa domanda è: “si può fare in una certa misura, non completamente, ma si può fare.”. Come ?  A questa domanda non voglio rispondere! (per ora)

Resta ancora una domanda: i sondaggi, hanno ancora una loro validità ?

Forse si, basta “prevedere” il contrario di quello che risulta dagli stessi 😀 😀 😀

«And that’s all Folks!»

p.s.: questa volta non ho parlato solo di num3ri, ma ho fatto anche un pò lo psicologo.

NON LO FACCIO PIU’ – o almeno ci provo – GIURO! 😉

😈 fidatevi! 😈

Annunci

Un pensiero su “Sondaggi: frugare nell’ignoto..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...